Or dunque gente di Entara,
radunatevi attorn a me che sono menestrello
che storia di eroi e delle lor gesta canterà quello,
che al nemico comun non e' cara.
E' la sconfitta di una setta,
di color che chimiamo rinnegati
per man di gruppo di radunati,
dal Nord Reggente in vetta.
A pie pari con miti e leggende,
per giorni interi fui io fra i fortunati
a veder dei poteri innati,
che spesso non potea neanche intende.
Nelle grotte inizio' l'avventura,
primo ostacolo i non morti
ma troppo grandi i nostri forti,
da fermarsi fra quelle mura.
Persin io la mia musica fei suonar,
qualche freccia fei partir
perche' non volle certo li' morir,
ma nel mio piccolo aiutar.
Fu di Dante, compagno di rime, ch'io rimembrar,
ch'egli fece nel suo inferno
cio' ch'io fece con Messer Inverno,
e che ora io continui a raccontar.
Per due Cerchi si discese,
in quei luoghi labirinti
di paura i mur dipinti,
finche' morte non mi prese.
D'improvviso nuovo al mondo,
mi svegliai dove io parea morto
che ad Ella ch'io di invito porto,
debbo vita se non confondo.
Grazie a Lei potea sentir,
il Padron di quella grotta
prima ch'egli ebbe voce rotta,
con coraggio voler dir:
"Il tempo va or di fretta,
il mio Superior sara' contento
se voi tutti al suo lamento,
vi poteste unir a sua setta".
Ultime letter ch'ei pronunciar,
perche' Re del Nord con sol un colpo fea morir
e non piu' verbo potea uscir,
e quel servo scomparve da Entar.
Ed infine prego di lasciar ivi segno,
per dal luogo a conoscienza
della loro avventur presenza,
tal che tutti sappia chi vi era degno.
Vai al post sul forum GDR
Nessun commento:
Posta un commento