lunedì 21 aprile 2003

Dell'Anima Persa

Questa e' la ballata dell'anima perduta,
che insieme alle altre dan man malata,
della vita e del corpo venne privata,
ma che la sol voce non pote' restar muta.

Si racconta dunque che in quel di Anfar,
strani fenomeni manifestaron lor presenza,
nel cimiter che di vita non era senza,
perche' gli elfi in visita solea li' andar.

Che nel fuoco e nella nebbia mentra la terra sotto tremar,
lui che a noi era ignoto veni' per spiegar tante stranezze,
dovute a un mal nascosto nelle gallerie percorse dalle brezze,
sotto alla citta' che per noi sacra e' primaria per pregar.

Ma solo l'Arcidruida Shanyra noi pote' spiegar,
ch'egli era Baelnorn un Guardiano del popolo defunto,
di elfo fu suo aspetto ma quando si trovo' sul punto,
di dover prender decisione saggia la sua vita egli ando' a donar.

Fu cosi' che prendemmo coscienza,
che qualchedun facea scempio,
portando i vivi al suo tempio,
per levar loro dell'anime essenza.

E mentre Shanyra raccontar noi di codesto,
anima persa di fanciullo indifeso,
venì all'Anfar foce impaurito ma par illeso,
a chieder noi per lui la pace presto.

Era dunque ora che tutto questo dovea finir,
dovea noi trovar l'accesso della terra sotto,
dove lui che dell'anime facea suo complotto,
e ragalar loro il giusto quieto morir.

Fu noi ricordar quasi insieme,
che sotto Jill'Ray miniere antiche affondar nel centro Ero,
e allor tutto non fu mai tanto mero,
che il posto miglior per un malvagio era sotto quel che del ben e' il nostro seme.

Fu dunque piccolo gruppo di gran cuori,
di cui anche io lieto fui parte,
che nell'ombre delle grotte scavate ad arte,
si ritrovaron esploratori.

Ragni e goblin vedemmo lor e ed io menestrello,
schierati forse per divider noi dagli accessi,
che nel profondo di un tempio finimmo dopo essi,
in quel che di vie un dedalo parve noi quello.

Ma fu altro incontro a noi timor destar,
con l'anima persa di qualcun che anoi venia ad avvertir,
che una scelta noi avremmo dovuto far forse quella di morir,
se oltre ancora avremmo voluto andar.

Ma nel cuor di ognuno di noi eravam pronti a continuar,
per terminar l'impegno preso a ristabilir,
l' equilibrio nell'altro mondo dove tutti van a viver il morir,
e nulla ci avrebbe fatto piu' indietreggiar.

Fu di nuovo poco prima del loco dove lui era a covar,
lui... Il maligno che a noi fu detta presenza,
che di nuovo lei anima persa ci rammentò della nostra essenza,
ch'io capi' solo dopo che tutto ando' a terminar.

Che quando egli noi trovammo non ci fu' nulla da poter far,
per mano dei suoi mostri noi andammo a morir,
ma che il destino per noi aveva gia' scritto cosi' deve finir,
perche' le nostre anime unite assieme, a Shanyra diedero modo di lui trovar.

E mentre ella nuova linfa a noi donar,
potemmo veder che una sola anima di lui piu face parte,
ma che questa fu sufficiente ad aprir breccia nella sua arte,
tanto che i nostri colpi potè finalmente lui dominar.

E quando il suo corpo morto sparì da noi davanti,
un Arpa incantevole e incantatrice egli ave' lasciata,
che ella era tanto bella quanto potete se mal usata,
fu data a me ch'io ancora la guardavo con occhi danzanti.

Ma Shanyra torno' alla nostra mente,
quel che ancora dovea nor terminar,
ridar al bimbo liberta' che attendeva in quel di Anfar,
e fu cosi' che uscimmo dal quel loco velocemente.

E quando davanti io fui al suo viso,
capi' di quell'arpa il suo suo scopo,
per lui bimbo quella null'altro ch'era un gioco,
e la riposi fra se e me con un sorriso.

E mentre egli raggiungea la quiete,
Baelnorn di nuovo venì a ringraziar fatato,
del nostro aiuto a lui e a lor donato,
all'anime non più perse ma ora liete.

Finisce dunque cosi' questa ballata,
ch'io ancor oggi forse qualcosa ho tralasciato,
ma il succo del vino di questa io ho dato,
e spero che quest voi abbia amato.

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